La lettura di Stato di Famiglia di Alessandro Zannoni (collana SideKar, edito da Arkadia) – per quanto sia dolorosa, urticante – non conduce all’urlo furioso, ma sembra suggerire un tappeto sonoro di migliaia di voci basse e inquietate, una moltitudine in gabbia e, allo stesso tempo, in un fuga verso il precipizio. Sussurri di morte e sofferenza. Una lettura spietata, con punte estreme, che si direbbero al limitare dello splatter, e che si consuma in un battito d’ali, nella durissima consapevolezza che la fortuna di condividere l’esistenza con due persone che mi ricordano il senso più profondo e sacro dell’essere in famiglia non può necessariamente salvare tutto il resto: le centinaia di vite che in questo meccanismo restano incagliate e si spezzano.

Zannoni, com’è giusto che sia, scortica la quotidianità, la trita in mille pezzi e la espelle in una poltiglia purulenta che cova il peggio del peggio, un lato oscuro che non è come quello della luna, questo si vede, eccome. Si vede e si legge nella cronaca, dove però manca quell’afflato più profondo che ci sa mettere uno scrittore che dall’azione sposta il mirino sulle intenzioni più intime, sulle vie del male che sono sempre lastricate di necessità di possesso, di dominio, di controllo. Zannoni occupa tutti gli spazi dei mali familiari e la raccolta è ben congegnata, perché, senza essere didascalica, costituisce una specie di radiografia del male della famiglia dell’oggi, una famiglia “obbligata” che adagiandosi malevolmente su un irragionevole senso di naturale viene decantata in cortei e manifestazioni ben note fino a venire raffigurata su un vessillo di orgoglio escludente.

Anche per questa ragione, per la complessità della raccolta, questa volta un #unraccontoalgiorno non si limita a un racconto, questa è una raccolta che si affronta come un romanzo in capitoli, come una serie tv che pare un film.

Adesso torno di là, le due A. mi attendono e reclamano.

Vi ricordo che #unraccontoalgiorno è la sfida lanciata da Agnese (e adesso anche da Amelia) che mi/la/vi/ci impegna a condividere il diario dei racconti letti/riletti/in lettura nel corso di 365 giorni. Questa è stata la puntata numero 63, cioè 63 autori e 63 racconti pubblicati di libri ovviamente diversi. Con questo post, l’impegno si conferma e rinnova, con la promessa di continuare a leggere con la stessa lena e condividere di più sui social.

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